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Il vischio (Viscum album)

Per le feste natalizie si usa appendere il Vischio (Viscum album) sulla porta di casa o di portarne al collo un rametto come amuleto contro le disgrazie. Guai però a raccoglierlo con le mani, si attirerebbe la malasorte. Questa pianta vive da parassita sugli alberi soprattutto sui rami del pino silvestre, del melo, del pero ma anche della quercia. Se si passa sotto un ramo di vischio ci si deve baciare e in qualche regione dell'Inghilterra, per scongiurare il pericolo di rimanere zitelle bisogna bruciare il mazzo che stava sulla porta durante le feste natalizie la notte del 6 gennaio.

Queste sono tradizioni celtiche, i Celti infatti consideravano il vischio una pianticella misteriosa, donata dagli dei perchè non aveva radici. Il capo dei druidi coglieva il vischio con una falce d'oro ed era in particolare quello che cresceva sulla quercia, considerata l'albero del dio dei cieli. La credenza che il vischio sia una pianta celeste si ritrova in molte parti del mondo dal Giappone all'Africa. Come avviene per altre piante usate nei culti pagani il vischio viene accettato anche nel culto cristiano: alla vigilia di natale un ramo di vischio veniva collocato sopra l'altare della cattedrale di York, in Inghilterra, dove restava per i dodici giorni del tempo natalizio.

Dalle bacche e dalla corteccia del vischio si ricava un fluido appiccicoso che serve a preparare la pania degli uccellatori e per questo il vischio diventa anche simbolo di inganno, di insidia e di attrazione amorosa per la quale un uomo rimane avvinto a una donna.

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