Murgia!

L'Alta Murgia è un luogo dove gli orizzonti sono ampi e lontani, dove la vista e l'animo spesso costretti entro confini artificiali, sorvolano campi di grano interminabili ...

 

A maggio ho visitato per la prima volta l’Alta Murgia, avendo come guida l’amico Filippo Marroccoli di Altamura.
La Murgia (o le Murge), è una regione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma rettangolare. È compresa per gran parte nella provincia di Bari e si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata e le provincie di Taranto e Brindisi. Il nome deriva dalla parola latina "murex", che significa roccia aguzza (come il guscio della conchiglia murice o Murex), muro a secco. Il nome "Murgia" fa riferimento ad una voce italica mutuata probabilmente dalle lingue preindoeuropee parlate in Italia meridionale prima della migrazione osca, e significa pietra.
L’Alta Murgia è uno degli ultimi esempi di pseudo-steppa mediterranea con più di 1500 specie vegetali presenti, cioè il 25% delle 6000 specie presenti sull’intero territorio nazionale.
Per secoli, l'economia murgiana si è fondata sulla pastorizia e sull'agricoltura. Fino al XIX secolo è stato presente il latifondismo, caratterizzato da grandi estensioni territoriali possedute da ricche famiglie che vi praticavano un'agricoltura estensiva, dovuta anche alla limitata disponibilità di acqua. Tuttora si coltivano oliveti, viti e mandorleti. (fonte Wikipedia)
L’Alta Murgia è uno degli ultimi esempi di pseudo-steppa mediterranea con più di 1500 specie vegetali presenti, cioè il 25% delle 6000 specie presenti sull’intero territorio nazionale.

L’Alta Murgia è un luogo dove gli orizzonti sono ampi e lontani, dove la vista e l’animo spesso costretti entro confini artificiali, sorvolano campi di grano interminabili, colline di stipa bianca o di fioriture di malva violacea e grandi lecci (Quercus ilex) dalla chioma densa e perfetta di un verde scurissimo. Sembrano disegnati dalla mano di un bambino e a ciascun leccio Filippo ha dato un nome come ad un amico caro. Troviamo anche Fragni (Qercus trojana) e Roverelle (Quercus pubescens).
La mia guida mi ha insegnato a riconoscere i Grillai (Falco normanni) che restano sospesi nell’aria prima di planare sui campi alla ricerca di grilli. Si tratta di una specie dichiarata prioritaria per la conservazione nell’Unione Europea.
Al vento fresco che si alza all’imbrunire ondeggiano rigidamente gli alti steli secchi della Ferula communis e come un mare la Stipa austroitalica Martinovsky chiamata anche Lino delle Fate, le farfalle si posano quando il vento si fa troppo forte e sembrano fiori esotici.
E’ il silenzio, tuttavia, il più bel dono dell’Alta Murgia, un dono così grande da farci sentire poveri al suo cospetto.

Oltre alle nostre immagini potete consultare il sito http://www.coloridellamurgia.it/murgiainbreve/murgiabreve.htm per farvi un’idea della ricchezza di questi luoghi.

 

 

 

 

Murgia!